La miopia è una delle principali cause di perdita della vista nel mondo e sembra che la sua prevalenza sia in aumento.
Nel mondo ci sono almeno 80 milioni di bambini miopi. L’OMS ha messo la miopia tra le cinque cause evitabili di cecità: è dunque importante la ricerca che studia il modo di prevenire lo svilupparsi della miopia.
In passato è già stato dimostrato che il collirio a base di atropina ritarda la progressione della miopia.
Ultimamente viene studiato un altro farmaco, la pirenzepina, analogo dell’atropina, ma senza la sua forte azione cicloplegica e midriatica. L’atropina in Italia non è mai entrata nell’uso a causa proprio della dilatazione pupillare e del blocco dell’accomodazione, cioè della messa a fuoco. Questo crea problemi pratici nella vita di tutti i giorni compresa specialmente la scuola. Ci sono inoltre anche altri potenziali effetti collaterali sistemici fastidiosi.
La pirenzepina inizialmente ha dimostrato di ridurre la comparsa della miopia da deprivazione e quella da eccessivo allungamento dell’asse del bulbo negli occhi animali.
In seguito è stata studiata sull’uomo: si è valutata la sua sicurezza e la sua efficacia nel ridurre la progressione delle miopia.
Un gruppo di studio statunitense ha dimostrato, prima durante un periodo di un anno, poi prolungato a due anni, l’efficacia della pirenzepina gel oftalmico al 2% due volte al giorno nel ridurre la progressione della miopia. Inoltre è risultata buona la sicurezza del farmaco. Ciò in bambini con miopia moderata.
In passato l’efficacia delle lenti a contatto, dei bifocali, degli occhiali progressivi e del timololo collirio non è stata invece dimostrata.
L’efficacia della pirenzepina sembra simile a quella della atropina, in assenza dei suoi effetti collaterali.
Bisogna ricordare però che lo studio in questione mostra alcune manchevolezze e rimangono irrisolti alcuni quesiti: quale è l’età ottimale per iniziare il trattamento? la pirenzepina ritarda l’allungamento assiale dell’occhio? quanto deve essere protratto il trattamento?
Sono quindi necessarie ancora ulteriori ricerche per chiarire meglio la situazione. (Da Journal of AAPOS- American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.