Secchezza oculare dopo la lasik: relazione con gli esami pre operatori.

I pazienti con una lacrimazione al limite del normale possono sviluppare
la sindrome dell’occhio secco dopo la LASIK, questo è emerso
secondo uno studio pubblicato dalla rivista Investigative Ophthalmology
and Visual Science.
Questo studio ha rivelato informazioni che potrebbero favorire dei nuovi
criteri di screening preoperatorio per gli oftalmologi.
La Dottoressa A. Dartt e i suoi colleghi
dello Schepens Eye Research Institute di Boston hanno scoperto che, quando
il paziente ha un valore medio di 20 mm nel test di Schirmer prima di
un intervento non è soggetto
ad avere disturbi della lacrimazione dopo l’intervento stesso.
I pazienti che invece hanno una produzione
lacrimale inferiore a questo valore sono esposti a maggiori complicazioni
post operatorie.
Ventiquattro pazienti furono inclusi nello studio, venne effettuato il
test di Schirmer con e senza anestesia. Il rosa bengala, la sensibilità centrale
della cornea, il test della densità lacrimale e altri esami furono
fatti 2 settimane prima dell’intervento e nel postoperatorio
a 1 settimana, 3 mesi e 9 mesi. Anche attraverso un questionario fatto
compilare ai pazienti è stata
descritta l’esperienza dell’ occhio secco prima e dopo l’intervento.
La Dottoressa Dartt, riferisce lo studio verrà allargato a un largo
gruppo di pazienti per capire la validità dei risultati. Saranno
anche inclusi i pazienti che dovranno sottoporsi alla PRK.
(Da Cataract & Refractive Surgery Today)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da . Aggiungi il permalink ai segnalibri.