Prevenzione della ectasia corneale conseguente a LASIK e PRK.

L’ectasia corneale postoperatoria è una grave complicanza possibile dopo trattamento con laser ad eccimeri, sia PRK che LASIK.
L’incidenza di questa complicanza non è ben nota, ma si ritiene essere circa dello 0,2-0,6% dopo LASIK e del 4% dopo PRK.
Il Dr Thanh Hoang Xuan dell’ospedale americano di Parigi usa un sistema a punti per valutare il rischio di ectasia dopo chirurgia rifrattiva con laser. Esattamente usa il sistema del Dr Randleman. Questo medico ha preso in considerazione 171 casi a partire dal primo, segnalato nel 1998 dal Dr Seiler.
Il Dr Randleman ha preso in considerazione quattro parametri: in ordine di importanza c’è la topografia corneale, lo spessore residuo presunto del letto corneale, l’età e l’ equivalente sferico preoperatorio.
Dando un punteggio da 0 a 4 ad ognuno di questi fattori si ottiene un livello di rischio da 0 a 4.
I livelli 0, 1 o 2 permettono l’esecuzione della LASIK o della PRK con mitomicina. Il livello 3 indica un rischio moderato per cui il caso deve essere valutato di volta in volta spiegando bene al paziente la situazione e chiedendo in ogni caso un consenso informato.
Il livello 4 indica pazienti ad alto rischio che non dovrebbero essere operati.
Naturalmente ci sono altri fattori di rischio come la stabilità visiva preoperatoria, una anamnesi famigliare positiva per cheratocono, ed esami come l’aberrometria che possono essere utili per avere informazioni addizionali sul rischio di ectasia postoperatoria.
In questo modo si riesce a ridurre al minimo la comparsa di questa complicanza.
Ciò ribadisce inoltre che prima di operare un occhio di chirurgia rifrattiva bisogna sottoporlo ad esami approfonditi affinché non si operi su un occhio non adatto e quindi si vada incontro ad un insuccesso.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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