Presbiopia: la correzione chirurgica della presbiopia e’ ancora un obiettivo irraggiungibile?

Con l’invecchiamento della popolazione è andato crescendo l’interesse verso un approccio chirurgico per la correzione della presbiopia. La presbiopia è una condizione legata alla perdita della capacità accomodativa, che si verifica in tutte le persone al raggiungimento dei 55 anni d’età. La presbiopia è determinata principalmente dall’aumento della densità del cristallino. L’accomodazione non è semplicemente la capacità di un occhio, corretto per lontano, di vedere per vicino; è anche una modificazione ottica del potere dell’occhio, che si verifica a causa dell’aumento del potere diottrico della lente. Le strategie per correggere chirurgicamente la presbiopia si dividono in: a) quelle che si incentrano sul ripristino della capacità di effettuare un’accomodazione dinamica e ottica; b) quelle che prevedono l’impiego di strumenti che riducono i sintomi e i disturbi legati alla presbiopia. Le tecniche più recenti sono rappresentate dai cristallini multifocali, dalla Presbi-Lasik, dagli inserti corneali oltre a quelle che hanno come scopo di garantire la monovisione ( correggendo un occhio per vedere da lontano e un occhio per vedere da vicino) o la pseudoaccomodazione negli occhi presbiti. I trattamenti chirurgici che si prefiggono l’obiettivo di ripristinare un’accomodazione attiva e dinamica comprendono numerosi metodi tra cui la chirurgia espansiva sclerale, le tecniche di indebolimento chimico o con laser del cristallino, la sostituzione di un cristallino presbite con un cristallino artificiale accomodativo.
(da Cataract & Refractive Surgery Today)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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