Novità
Lo sviluppo visivo del bambino.
Contrariamente agli altri mammiferi il bambino nasce con gli occhi aperti,
ma sono necessari alcuni anni affinché la funzione visiva maturi.
La crescita dell’occhio umano è rapida nei primi anni di vita.
In parte essa è determinata geneticamente ma in parte vi contribuisce
l’esperienza visiva, specialmente per quanto riguarda le componenti
refrattive durante l’infanzia e l’ adolescenza.
L’ occhio emmetrope (senza difetti refrattivi)ha tre periodi di crescita.
Fase rapida postatale nei primi 18 mesi (crescita di 3,7-3,8 mm); fase
più lenta
infantile dal secondo al quinto anno (1,1-1,2 mm); fase lenta giovanile
fino ai 13 anni (1,3-1,4 mm). Dopo questa età crescita minima.
Lunghezza assiale del bulbo (maschi):
| 1-5 giorni | 16,75 mm |
| 6 mesi | 18,21 mm |
| 1-2 anni | 20,61 mm |
| 5-6 anni | 21,85 mm |
| 13-45 anni | 23,15 mm |
Alla nascita la pupilla del bambino reagisce alla luce ed al buio, ma non
riconosce i colori ed ha una acutezza visiva quantificabile in 1 /100 (un
centesimo), cioè vedrebbe i caratteri della prima riga di un ottotipo
(schermo per l’esame della vista) luminoso ad una distanza 10 volte
inferiore a quella a cui vede un adulto con acuità visiva normale.
L’acuità visiva dalla nascita al sesto mese sale da 1/100 ad
1-2/10, cioè potrebbe vedere la prima e seconda riga dell’ottotipo
luminoso alla distanza corretta, ma non ancora le altre righe.
Il neonato può solo percepire gli stimoli in modo indistinto e reagisce
automaticamente ai movimenti registrati dalla retina periferica e lo sguardo
vaga erratico.
Verso il primo mese il bambino è attratto da fonti luminose come
ad es. la finestra e da oggetti in movimento come le persone; ha una fissazione
instabile e non distingue in ogni caso persone ed oggetti; può soffermare
lo sguardo, ma non riesce a distoglierlo volontariamente per fissare altro.
Tra il primo ed il secondo mese comincia a volgere lo sguardo saltuariamente
verso i giocattoli che i genitori gli avvicinano e si mette a seguire una
luce in movimento, anche se in modo intermittente; è attratto dalla
luce e dai grossi oggetti in movimento. In effetti la fissazione è incostante:
insegue per un breve tratto poi tende a deviare lo sguardo non essendo ancora
bene sviluppato il coordinamento dei movimenti: si tratta essenzialmente
di movimenti riflessi e di una fissazione a scatti e non come moto continuo.
Verso fine secondo mese inizia ad osservare i movimenti delle proprie
mani; non ha ancora la visione dei colori, dato che la fovea non si è ancora
formata e ciò si spiega con il fatto che il neonato non ha in realtà bisogno
di usare la vista.
Tra il terzo e quarto mese segue meglio gli oggetti in movimento ; riesce
a seguire sia verticalmente che orizzontalmente un oggetto per un ampio
raggio, ma se gli avviciniamo troppo un giocattolo al viso non riesce a
convergere su di esso gli occhi. Risponde se le persone gli fanno dei sorrisi;
sorride alla visione di un volto, sia vero che disegnato (sorriso sociale);
inizia a comparire il senso stereoscopico (visione tridimensionale).
Al quarto mese si guarda intorno e osserva le proprie mani; presenta
la comparsa della visione centrale – ciò perché la macula
della retina è maturata.
Dopo il 4° mese comincia una certa cooperazione binoculare ed inizia
a svilupparsi il riflesso di fusione (cioè la possibilità di
unire insieme le immagini provenienti da ciascun occhio).
Tra il quarto ed il quinto mese iniziano e forse si normalizzano il riflesso
di accomodazione ed il riflesso alla luce.
A 5-6 mesi il neonato acquisisce una competenza gnosica: riconosce viso
della madre dai volti sconosciuti
Al sesto mese tenta di prendere oggetti al di fuori della sua portata,
riesce a fissare bene gli oggetti ed a distinguerne i particolari; distingue
finalmente bene i colori.
Mostra il riflesso di fusione e completa la visione binoculare singola
con un certo grado di stereopsi, cioè il senso della tridimensionalità.
Per visione binoculare singola si intende una visione dovuta al fatto
che gli occhi collaborano adeguatamente tra loro al fine di arrivare ad
una percezione simultanea, alla fusione delle immagini ed ad una visione
stereoscopica.
Fino al sesto mese è normale che gli occhi del bambino vadano per
i fatti loro, cioè non siano diritti proprio per la mancanza della
visione binoculare e del riflesso di fusione. Con al comparsa di queste
due funzioni gli occhi diventano per forza dritti. Se non lo sono bisogna
sospettare uno strabismo; esiste però anche uno strabismo falso o
pseudo-strabismo: è dovuto ad una particolare conformazione degli
occhi, il cosiddetto epicanto mediale, piega cutanea falciforme congenita
posta anteriormente alle due palpebre.
Tra i 6 ed i 12 mesi il bambino riesce a fissare un oggetto; i movimenti
degli occhi sono coordinati, si stabilizza il riflesso di fissazione coniugata
ed è completamente sviluppato il riflesso di fusione. Sicuramente
distingue bene i colori.
Tra l’anno ed i 3 anni il bambino segue con attenzione gli oggetti
in movimento ed è attirato da tutto ciò che si muove; qualsiasi
oggetto entri nel suo campo visivo attira il suo sguardo , probabilmente
perché il bambino cerca di sapere se si tratta di un pericolo o di
qualcosa di noto e rassicurante.
A 2-3 anni la convergenza è stabilizzata: riesce a convergere bene
se si avvicina al suo viso un giocattolo; riconosce persone ed oggetti con
cui ha familiarità.
Nel complesso a 6 anni il processo di sviluppo della funzione visiva,
della visione binoculare è completo, anche se non del tutto stabilizzato.
