Novità
Supervisione: che cos'è, si può ottenerla?
Se un pilota automobilistico potesse vedere il doppio di quello che vede,
se un campione di golf o di tiro al piattello potesse avere una acuità visiva
superiore al normale non potrebbe migliorare le sue prestazioni? Se un pilota
di un caccia da guerra potesse vedere di più del suo avversario non
avrebbe maggiori probabilità di “uscire vivo” o di vincere
comunque la sua battaglia? Se un comune mortale potesse aumentare significativamente
la sua acuità visiva non potrebbe avere vantaggi sostanziali nella
sua vita quotidiana e lavorativa?
E’ fantasia tutto ciò o è realtà? Ora o in futuro?
Cos’è la supervisione?
Un occhio sano che ha una vista “normale” si dice che vede 10/10;
in realtà questa è una convenzione scientifica ad uso soprattutto
dei medici oculisti per avere un preciso riferimento onde poter misurare
la vista di un occhio che ha problemi di vista e/o di salute.
L’occhio umano è un buon sistema ottico, ma è tutt’ altro
che perfetto, anzi racchiude in sé molte imperfezioni che scientificamente
vengono definite “aberrazioni ottiche”.
Per effetto di queste aberrazioni un oggetto non viene visto com’è realmente,
ma in modo leggermente modificato: ad esempio, un puntino luminoso può apparire
come una macchiolina a forma di goccia o di stellina. Queste imperfezioni
vengono solo raramente percepite dalla persona, ma fanno comunque registrare
alla retina un’immagine qualitativamente non ottimale e ciò ha
influenza sull’acuità e sulla qualità visiva.
Cosa vuol dire, in concreto? E’ semplice: vuol dire ad esempio, che
se anche un occhio ha una vista ottimale cioè ha 10/10 correggendo
le aberrazioni presenti nell’occhio e di cui spesso, come detto, non
si ha percezione, la vista può teoricamente superare ampiamente i
10/10 e arrivare addirittura a 14-15 decimi cioè aumentare del 40-50%!!
In tal modo la vista potrebbe arrivare ad avvicinarsi a quella di certi
rapaci che hanno un sistema ottico con ridotte aberrazioni ed una sensibilità retinica
maggiore di quella dell’uomo per cui hanno “la vista d’aquila” cioè una
vista superiore.
Com’è possibile ridurre le aberrazioni dell’occhio umano?
Lo è grazie a una nuova serie di strumenti di diagnosi e poi grazie
ad un intervento con il laser ad eccimeri a luce infrarossa.
Per “accedere” alla supervisione occorre quindi una nuovissima
generazione di strumenti:
- un topografo corneale che permetta di ottenere le “altimetrie” della cornea, proprio come fosse una cartina geografica, il suo spessore e tutta una serie di informazioni che prima era impossibile avere.
- Un aberrometro
che permetta di valutare quantitativamente e qualitativamente il difetto
visivo, mediante un sistema a raggi infrarossi, che riflettono sulla
retina e fuoriescono. L’aberrometro analizza le informazioni
che provengono dall’occhio e tramite complesse formulazioni matematiche
dà una mappa delle aberrazioni dell’occhio in esame, dando
anche il difetto refrattivo: si otterrà quindi la misurazione del
difetto visivo in qualità e in quantità.
Questi due sistemi vengono uniti mediante un software. - Il risultato degli accertamenti precedenti viene inserito in un laser ad eccimeri di quarta generazione, per eseguire il trattamento lasik “ad hoc”, utilizzabile solo ed esclusivamente sull’occhio esaminato; ciò perché ogni aberrometria è assolutamente personalizzata, individuale, anche perché nessun occhio umano è simile a un altro; come le impronte digitali sono diverse da persona a persona così è anche per le aberrazioni.
Questo trattamento permette di correggere le aberrazioni
dell’occhio,
spesso causa di una cattiva qualità della visione e quindi incrementare
l’acuità visiva; ma affinché il trattamento abbia significato
e sia in grado di migliorare l’acuità visiva occorre che ci
siano aberrazioni in quantità e qualità tali da limitare la
vista.
E fortunatamente i pazienti con aberrazioni importanti sono pochi!
