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Novità

Laser ed occhio.

L’idea di usare delle radiazioni luminose per trattare malattie oculari si basa sulla osservazione che fissare direttamente e in modo prolungato la luce solare poteva provocare delle lesioni oculari irreversibili. Questo fatto era già noto ai Greci ed una vittima del danno solare fu Galileo Galilei che aveva osservato direttamente il sole con il suo cannocchiale.
La luce laser può essere usata sia come mezzo terapeutico, sia come mezzo diagnostico.

Uso terapeutico del laser.

L’energia della luce laser, al contrario della luce convenzionale, si concentra in un punto assai limitato dove agisce venendo assorbita dal tessuto.
Gli effetti biologici dei laser sono vari: effetti termici, fotochimici, ionizzanti e non lineari.
Esistono quindi diversi tipi di laser, e diversi sono quelli che si impiegano in oculistica.

In base all’effetto l’oculista usa:

  • Laser ad effetto termico: la radiazione viene assorbita e trasformata in calore.
  • Laser ad effetto fotomeccanico: la radiazione di altissima intensità causa formazione di onde d’urto meccaniche.
  • Laser ad effetto fotochimico: la radiazione UV provoca rottura di legami molecolari con formazione di prodotti volatili ed ablazione del tessuto.

Tra tutti i tipi di laser impiegati in oftalmologia discutiamo solo di quelli di uso più comune nella pratica clinica:

  1. Laser Argon.
  2. Laser Nd:YAG (Yttrium Aluminum Garnet).
  3. Laser ad eccimeri.
  4. Laser Femtosecond.

Laser Argon.
Si tratta di un laser a ioni ad azione termica, con fotocoagulazione dei tessuti colpiti.

Le sue indicazioni sono:

  1. Trattamento preventivo di lesioni retiniche a rischio per distacco di retina.
  2. Trattamento in caso di patologie vascolari occlusive (trombosi ecc. e conseguenze del diabete sulla retina).
  3. Trattamento di alterazioni della retina centrale (maculopatie)
  4. Trattamento di alcune forme particolari di glaucoma.

Laser Nd:YAG.
Si tratta di un laser allo stato solido, con effetto fotomeccanico; è un laser che distrugge o, meglio, disintegra porzioni piccolissime di tessuto. Esso può essere usato per la profilassi del glaucoma e per il trattamento della cataratta secondaria.

Laser ad eccimeri.
Si tratta di un laser ad azione fotochimica, con conseguente ablazione di tessuto.

Viene usato per:

  1. Trattamento dei difetti rifrattivi (miopia, astigmatismo e ipermetropia).
  2. Trattamento di alcuni tipi di lesioni corneali.

Laser Femtosecond.
E' un laser ad azione fotodistruttiva che emette la sua energia in tempi brevissimi (femtosecomdi). Eseguendo migliaia di microablazioni, una vicina all’altra, si possono eseguire dei veri e propri tagli di vario tipo; la strumentazione viene utilizzata soprattutto nella Lasik (tecnica per la correzione di difetti di miopia, astigmatismo, ipermetropia) e nel campo dei trapianti di cornea.

Uso diagnostico del laser.

Negli anni ’90 il laser ha cominciato ad essere usato come mezzo diagnostico. Esso viene utilizzato nello SLO (Scanning Laser Ophthalmoscopy).

Lo SLO è una nuova tecnica diagnostica per immagini. Con questo apparecchio si illumina il fondo oculare con un sottile fascio laser scannerizzato sulla superficie della retina; un detettore cattura la luce riflessa. L’immagine si vede in tempo reale su un monitor e può essere digitalizzata ed archiviata.
Le modalità di utilizzo sono varie e permettono l’individuazione ottimale di strutture normali e patologiche della coroide e della retina.
Lo SLO viene usato anche nella angiografia al verde di indocianina, esame che si utilizza per la terapia fotodinamica.
Lo SLO viene usato nella diagnostica della patologia maculare, permette di determinare acuità visiva e campo visivo prima e dopo il trattamento di tale patologia nei rari casi in cui si può fare qualcosa.