La miopia
Informare il paziente sui potenziali problemi in chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri.
Dai consensi informati della Società Oftalmologica Italiana.
Le moderne tecniche laser utilizzate per correggere i difetti di refrazione
quali miopia, ipermetropia ed astigmatismo trovano un grande interesse tra
i portatori di occhiali e di lenti a contatto, ciò è dovuto
agli ottimi risultati ottenuti soprattutto in questi ultimi anni con
queste procedure.
Uno dei compiti degli operatori del settore è quello di presentare
ed illustrare in maniera semplice ed obiettiva i diversi aspetti di questo
tipo di chirurgia al potenziale paziente.
Il primo contatto sull’argomento solitamente avviene con il medico
di famiglia e l’oculista di fiducia (che spesso non è un chirurgo
oculista); il potenziale paziente chiede informazioni circa la possibilità di
un intervento con laser ad eccimeri che possa eliminare l’occhiale
e risolvere definitivamente il vizio di refrazione.
Il medico di famiglia può solo fornire indicazioni generiche, sarà il
medico-oculista di fiducia a stabilire attraverso alcuni semplici esami
l’idoneità di massima all’intervento e dare indicazioni
sul tipo di procedura da eseguire; il paziente si rivolgerà poi ad
un chirurgo oculista che attraverso una visita più accurata stabilirà l’idoneità all’intervento
ed a quale tipo di chirurgia.
Nella visita oculistica preoperatoria è fondamentale che il paziente
sia sottoposto a tutti gli esami specifici (pachimetria che misura lo spessore
corneale, esame della topografia della faccia anteriore della cornea, pupillometria
che fornisce il diametro della pupilla in varie condizioni di luce, esame
dell’occhio dopo somministrazione di gocce che dilatano la pupilla…);
non solo ma il chirurgo refrattivo deve avvalersi anche dei nuovi macchinari
(aberrometro, che rileva le più fini alterazioni dell’occhio
che hanno influenza sulla qualità visiva) che garantiscono un esame
più accurato dell’organo della vista e consentono di eseguire
anche trattamenti personalizzati e l’ottenimento, in alcuni casi,
di una vista superiore (“supervista”).
Alla fine della visita è molto importante che il chirurgo-oculista
informi con molta cura il paziente sui vantaggi e sui rischi dell’intervento
che viene prescelto.
Rischi gravi per la vista sono possibili ma estremamente rari; come in
ogni intervento di chirurgia generale ed oculare può verificarsi
una infezione che però può comportare serie conseguenze al
bulbo oculare; altri rischi di minor gravità sono legati a problemi
durante l’esecuzione dell’intervento, ad errori o malfunzionamenti
del laser, ad anomale cicatrizzazioni. Altri inconvenienti, oggi più rari,
e con minori conseguenze visive, sono i rischi d’insorgenza e permanenza,
dopo il trattamento, di disturbi serali quali abbagliamento, percezione
di aloni che si verificano soprattutto in pazienti che hanno la pupilla
che si dilata molto al buio; i disturbi sono tanto più accentuati
quanto più forte è la miopia o l’ipermetropia trattati
e compaiono soprattutto quando il paziente trovandosi al buio, vede luci
di una certa intensità.
Il chirurgo oculista dovrà anche illustrare la possibilità di
una insufficiente correzione e di regressione che sono le cause più comuni
di parziale insoddisfazione degli interventi con laser ad eccimeri.
L’insufficiente correzione si ha quando, specialmente in presenza
di difetti di grado medio-elevato, non si riesce ad ottenere la completa
eliminazione del difetto refrattivo (ma solo una riduzione di questo); la
regressione è invece un evento che si verifica alcune settimane o
mesi dopo che l’intervento aveva inizialmente ben corretto il difetto
che poi, pian piano, si ripresenta anche se in minima parte: l’esatta
correzione del difetto refrattivo dura cioè per un certo periodo
poi però questo torna seppur in piccola parte.
In entrambi i casi può essere necessario l’ausilio di un “leggero” occhiale
in alcune circostanze (durante la guida, visione di spettacoli teatrali…)
o meglio un “ritocco” con il laser.
Durante il colloquio pre-operatorio è necessario inoltre avvertire
i pazienti di età superiore ai 40 anni , cioè in età di
presbiopia, che, nonostante l’intervento laser, sarà comunque
necessario l’uso di occhiali correttivi per vicino .
In conclusione nella chirurgia con laser ad eccimeri, per l’ottenimento
di buoni risultati occorre una attenta e precisa selezione del paziente
(è soprattutto importante escludere quelli non idonei o quelli dubbi),
avere macchine e strumenti di ottima fattura e dotati dei moderni ritrovati
della tecnologia, occorre un chirurgo serio e preparato, ma non basta;è necessario
anche che il paziente sia ben informato sui vantaggi e sugli inconvenienti
della procedura e che sia ben motivato all’intervento.
Con questi requisiti è facile prevedere che, anche grazie al continuo
perfezionamento delle tecniche laser, l'uso dell'occhiale pian piano
diventerà solo
questione di scelta personale.
