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Chirurgia refrattiva in età’ pediatrica: tecnica ideale, predittività e stabilità nei risultati.
La tecnica di chirurgia refrattiva ideale per un bambino sarebbe quella che permette una precisa e immediata correzione sia dei difetti miopici che ipermetropici con una compromissione minima se non nulla della cornea e i cui risultati possano migliorare nel tempo al variare dell’ accomodazione con la crescita.
Allo stato attuale non esiste nessuna tecnica con tali caratteristiche,ciascuna delle attuali tecniche presenta vantaggi e svantaggi.
La LASIK permette la correzione di una forbice molto ampia di difetti con un veloce recupero della funzionalità visiva, presenta però lo svantaggio che la vivacità dei bambini possa compromettere l’integrità del flap corneale nel post-operatorio.
La PRK è meno suscettibile ai traumi dell’ infanzia ma permette di correggere una gamma di difetti minore rispetto alla LASIK e necessita di tempi di guarigione post-operatoria più lunghi.
L’ impianto di IOL fachiche ha il vantaggio di poter correggere difetti che la LASIK o la PRK non possono correggere a causa dell’ entità del difetto o dell’ impossibilità della cornea di affrontare un trattamento, ha però lo svantaggio di obbligare necessariamente il bimbo a sottoporsi ad un intervento chirurgico vero e proprio.
Attualmente non sono pubblicate analisi statistiche accurate disponiamo però di studi svolti da diversi oculisti che restituiscono dati discordanti.
Nello studio condotto dal dr. Astle e dai suoi collaboratori eseguito su 40 bambini al di sotto dei 6 anni trattati per la miopia con la PRK,a distanza di 2 mesi il 55% dei pazienti trattati aveva un difetto residuo all’ interno del range di ± 1 D della refrazione desiderata; ma nella visita a 6 e 12 mesi dal trattamento solo il 40% dei piccoli pazienti rientrava in questo range (si è quindi avuta una regressione).
Nello studio del dr. Paysse il 66% dei casi aveva il difetto residuo,sempre trattato con PRK,nel range di ± 1.5 D.
Più incoraggianti sono i risultati dello studio condotto dai dottori Nucci e Drak che hanno raggiunto nell’ 82% dei casi l’emmetropia (difetto residuo pari a 0).
Per quel che riguarda l’ utilizzo della tecnica LASIK lo studio del dr. Raab ci fornisce risultati che ci fanno ben sperare in quanto nel suo studio l’ emmetropia è stata ottenuta nel 97.5% dei casi (39 su 40);bisogna però dire che questo studio è stato condotto su pazienti tra i 14 e i 24 anni in cui la risposta dei tessuti oculari riescono ad essere più prevedibile.
(Da La Voce A.I.C.C.E.R.)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.
