L’affermazione, sintesi di studi effettuati in Danimarca, definisce la correlazione esistente tra attività fisica ed insorgenza di difetto miopico.
Gli studi pubblicati nel 2008 su una rivista internazionale di oftalmologia e scienze visive ed effettuati tra il 2005 e 2007 all’università di Copenhagen dimostrano che il lungo tempo trascorso nella lettura e la giovane età erano entrambi associati ad un cambiamento refrattivo verso la miopia. Lo studio veniva effettuato esaminando un gruppo di studenti di differente età, analizzando il tempo di lettura, di utilizzo del videoterminale, le abitudini di vita, la familiarità per i difetti refrattivi, il tempo trascorso per le attività fisiche in generale.
Si era notato che il gruppo di studenti miopi trascorreva meno tempo nelle attività fisiche mentre il gruppo dei non miopi non trascorreva un tempo diverso per la lettura rispetto al gruppo dei miopi.
L’attività fisica era indirettamente proporzionale all’insorgenza della miopia. Anche l’età aveva la sua importanza in quanto più il soggetto era giovane e studente maggiore era il rischio di insorgenza della miopia negli anni successivi.
Gli autori riferivano che un’ ora di sport o attività fisica in genere per giorno contrastava l’effetto di tre o quattro ore di studio al giorno nel facilitare l’insorgenza della miopia. Gli autori tenevano a sottolineare l’importanza della predisposizione genetica.
Infatti se il soggetto analizzato presentava una familiarità con due genitori miopi l’incidenza nell’insorgenza della miopia diventava quasi raddoppiata.
(Da Eye World)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.