Oculisti brasiliani dell’università fluminense ed oculisti di Rio de Janeiro, l’ospedale degli occhi dell’università di Helsinki in Finlandia e la clinica oculistica dell’università di Cleveland in Ohio USA hanno valutato i dati, propri e della letteratura, riguardanti l’occhio secco associato a LASIK.
In effetti dopo l’introduzione della tecnica LASIK per la correzione dei difetti rifrattivi si è notato che diversi soggetti sottoposti a tale intervento presentavano problemi di occhio secco nel postoperatorio.
L’effetto neurotrofico sulla cornea e le modificazioni di forma della stessa, dovuti alla LASIK, alterano la dinamica lacrimale causando una secchezza dell’occhio.
Naturalmente una secchezza oculare già presente preoperatoriamente dovrebbe essere individuata perchè si tratta evidentemente di un forte fattore di rischio.
I problemi legati all’occhio secco associati a LASIK si riducono nei soggetti con sintomi o segni di secchezza se nel preoperatorio si attuano alcuni accorgimenti: utilizzo ottimizzato di lacrime artificiali, supplementi nutrizionali, occlusione del punto lacrimale, ciclosporina A topica.
Inoltre l’uso di ciclosporina A topica migliora l’epiteliopatia neurotrofica indotta dalla LASIK intervenendo sulla infiammazione sottostante e sulla rigenerazione dei nervi.
Quindi nel preoperatorio tutti i soggetti che devono essere sottoposti ad intervento LASIK devono essere esaminati riguardo la presenza o meno di occhio secco.
(Da J Refract Surg)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.