La tecnologia laser a femtosecondi ha avuto uno sviluppo vertiginoso negli ultimi 6 anni.
Il primo laser a femtosecondi (6 KhZ) dava la possibilità al chirurgo di eseguire un flap corneale in più di 3 minuti, mentre nel 2006 con il laser 60KhZ (Intralase AMO) il chirurgo migliorava la sua prestazione in 17-20 secondi. Ora con il laser di ultima generazione (IFS Laser: AMO) si può arrivare ad un tempo di 10 secondi.
I vantaggi non sono solo riguardo il tempo chirurgico ma anche la procedura di formazione del flap corneale è molto migliorata.
La cosiddetta customizzazione nell’atto chirurgico riguarda la precisione del flap, il diametro, la posizione, la sede della cerniera (hinge), la forma ovale o rotonda ma soprattutto la regolarità delle superfici di taglio.
Per quanto riguarda la velocità di taglio la creazione del flap corneale ha sicuramente dei vantaggi. Infatti permette ai chirurghi di usare meno energia per laser spot. Inoltre anche la possibilità di ridurre lo spazio tra i singoli spot migliora la qualità di taglio. Da un lavoro condotto dal dr. Arturo Chalet (Tijuana, Mexico) presentato all’American Society of Cataract and Refractive Surgery in Chicago, US in questi anni si dimostra che la spot line separation (distanza tra spots vicini) diminuisce da 8 micron a 5 micron con i laser di 5º generazione.
In generale usare meno energia sull’occhio ha dei vantaggi anche nei tempi di guarigione. I tempi più veloci nell’esecuzione del taglio diminuiscono anche il tempo di applicazione dell’anello di suzione per tenere immobile l’occhio con vantaggi per quanto riguarda le modificazione della pressione dell’occhio.
Per quanto riguarda l’architettura del flap corneale la possibilità di variarne la forma (rotondo o ellittico) migliora la qualità del taglio e la stabilità del flap.
Dopo aver analizzato le caratteristiche dell’architettura corneale è possibile adattare le diverse forme del taglio per migliorare, come dimostra uno studio del dr. Chalet, le caratteristiche biomeccaniche della cornea.
Il dr. Chalet dice che la differenza tra le due forme del flap non influiscono tanto sulla acuità visiva finale ma migliorano la qualità visiva in termini di defocus, di aberrazioni sferiche ed aberrazioni di alto ordine, tutti parametri molto specifici che contribuiscono a migliorare il risultato finale.
(Da Ophthalmology Times Europe)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.