Il trattamento della secchezza oculare nell’intervento di chirurgia refrattiva.

Durante gli esami preoperatori nella chirurgia refrattiva è utile porre particolare attenzione alla ricerca di sintomi e segni di una possibile secchezza oculare. Non sempre questi sintomi sono così evidenti. E’ utile, una volta fatta diagnosi di occhio secco, prendere le necessarie precauzioni ed instaurare i necessari presidi terapeutici.
Alcune domande rivolte al paziente sono estremamente utili: “C’è mai stata un’intolleranza alle lenti a contatto, in passato?” “Dopo quanto tempo di applicazione visiva compaiono dei disturbi?”
“C’è mai stata un’intolleranza ed una stanchezza visiva , dopo aver guardato la TV o il monitor di un computer?” “Si è mai presentata una fluttuazione visiva, specialmente nelle ore serali?” “C’è mai stato un bruciore agli occhi , una lacrimazione o un’ipermia (occhi rossi) nel pomeriggio o sera?”.
Dopo tutte queste domande, l’esame obiettivo dell’occhio alla lampada a fessura (microscopio) rileva i segni dell’occhio secco.
I test più usati sono il breakup time (tempo di rottura) del film lacrimale, l’analisi del menisco lacrimale (lacrime che si fermano al bordo palpebrale). L’utilizzo di alcuni coloranti sulla superficie dell’occhio, come la fluoresceina, il verde di lissamina, il rosa bengala, è utile per rilevare asperità ed aree asciutte della superficie corneale e congiuntivale.
Per una secchezza lieve dell’occhio è sufficiente , prima di effettuare la chirurgia refrattiva, somministrare lacrime artificiali per 2 settimane.
Per una secchezza più evidente, anche 4-8 gocce al dì di lacrime artificiali.
In alcuni casi, si è dimostrata utile una terapia generale a base di omega 3 accompagnata da una maggior idratazione sistemica, aumentando, cioè, l’assunzione di liquidi.
Quando le forme di secchezza oculare sono accompagnate ed aggravate da una irritazione concomitante (es. blefarite = infezione delle palpebre) è utile associare la terapia specifica per risolvere questo problema.
La maggior parte dei pazienti, dopo 4-6 settimane, riferisce che i loro sintomi da occhio secco sono sicuramente migliorati ma non risolti totalmente. Può essere utile una ulteriore procedura , cioè l’inserimento di un tappino lacrimale che viene posizionato all’interno del canalicolo lacrimale. Questo accorgimento riduce il deflusso lacrimale , mantenendo la lacrima più abbondante all’interno del sacco palpebrale. Con questi rimedi, eccetto le sindromi da occhio secco severe, è possibile affrontare la chirurgia refrattiva con estrema tranquillità.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da . Aggiungi il permalink ai segnalibri.