Fare chirurgia semplice e sicura

Da Ophthalmology Time Europe
Cheratocono: Strumenti per individuarlo
Lo studio di occhi normali comparati a quelli affetti da cheratocono, hanno
mostrato che ci sono delle differenze nei valori del CH ( Corneal Histeresis
) e nei valori CRF (Corneal Resistance Factor) misurati con l’ ORA
(Ocular Response Analyzer). CH e CRF medi, non sono valori diagnostici
per il cheratocono, ma possono fornire informazioni e aiutare nello screening
del cheratocono.
Secondo il Dott. Reinstein ( MD – Direttore della London Vsion Clinic
di Londra ) , ci sono altri strumenti che possono essere utili e dare
informazioni importanti sullo spessore del profilo corneale nello screening
del cheratocono.
Il topografo con telecamera fluttuante PENTACAM di Oculus, usa una telecamera
per fornire indici dettagliati tra cui quelli dello spessore del profilo
corneale nello spazio, della percentuale di incremento dello spessore,
del volume della distribuzione corneale, e della percentuale di incremento
del volume corneale. Che appaiono utili per migliorare la specificità nello
screening per cheratocono.
Un’ altro strumento, il GALILEI della Ziemer Optical Sistem, è un
sistema investigativo dotato di doppia telecamera rotante che può essere
utilizzata in futuro per lo screening e lo studio del cheratocono .In
contrasto con gli altri sistemi che usano una sola telecamera, il dato
della pachimetria e altimetrico della cornea fornito dalle due telecamere
tiene conto del possibile errore di decentramento.
In più, acquisisce in modo simultaneo la mappa topografica attraverso
il disco di placido. Il sistema della doppia telecamera, misura la curvatura
direttamente invece di calcolarla e offre dei dati potenzialmente più precisi,
dice il Dott. Reinstein.
L’ ARC-Scanner, sonda ultrasonica ad alta frequenza sviluppata da
Reinstein e i suoi collaboratori è adatta ad ottenere lo spessore
tridimensionale degli strati della cornea con una precisione pari ad
1 micron (1 millesimo di millimetro), includendo la misurazione totale della
cornea, dell’ epitelio,
dello stroma, del flap e del letto stromale (nella lasik).
Le maggiori applicazioni delle mappe di questo pachimetro è quello
della misurazione del profilo dell’ epitelio e dello stroma per aiutare
ad avere una facile diagnosi del cheratocono. “Questa metodica è arrivata
nella parte finale della ricerca e dei test, ma è apparsa essere
una buona strada per la determinazione dell’irregolarità delle
superfici nei primi stadi del cheratocono”, ha dichiarato il chirurgo.
Il Dott. Reinstein dice che : “La mappatura del profilo dello spessore
epiteliale ha dimostrato di essere estremamente utile nella nostra pratica
in due importanti strade, è possibile
escludere l’ipotesi di cheratocono in casi sospetti oppure confermarne
la presenza in quei casi dove le variazioni della topografia sono minime
e considerate entro i limiti, in più, possiamo includere nella chirurgia
molti pazienti che altrimenti sarebbero stati esclusi per via di una
topografia ritenuta sospetta”.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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