Da Eye World ed Eurotimes
Per correggere la miopia, l’astigmatismo ed ipermetropia,
cioè i difetti di refrazione, si utilizza il laser ad eccimeri.
In che cosa consiste questa macchina? Cosa fa?
Il laser ad eccimeri è uno strumento che emette un raggio di luce
dotato di elevata energia (fotoni ultravioletti); questa luce ha la capacità di
sciogliere i legami chimici delle molecole biologiche provocandone la vaporizzazione
cioè la disintegrazione; l’energia del laser agisce solo sulla superficie
del tessuto trattato, non c’è quindi alcun danno negli strati di
tessuto al di sotto o vicino a quello trattato.
Il raggio del laser ad eccimeri asporta ad ogni colpo un quarto di
millesimo di millimetro di tessuto; ha cioè una precisione elevatissima,
consente quindi interventi di massima esattezza.
Quali sono gli interventi eseguibili con il laser ad eccimeri?
Esistono sostanzialmente due tipi di intervento: la PRK e la LASIK.
Nel primo, la PRK, il trattamento laser viene eseguito sulla superficie
della cornea dopo rimozione dello strato di cellule che la ricopre; questa
procedura viene utilizzata per la correzione di difetti lievi.
Nel secondo, cioè nella LASIK, il trattamento laser viene eseguito
all’interno della cornea; questa procedura viene utilizzata per la
correzione di difetti medi e forti; sempre di più però si
adopera la LASIK anche per i difetti leggeri.
Come si esegue la procedura di PRK?
Al paziente viene richiesto di sdraiarsi sul lettino sotto al laser;
viene instillata qualche goccia di collirio anestetico; poi viene rimosso
l’epitelio
cioè lo strato più superficiale di cellule che ricopre la
cornea per esporre lo strato sottostante all’azione del laser: al
paziente viene poi richiesto di fissare una luce rossa e l’operatore
esegue il trattamento laser vero e proprio che dura circa un minuto. La
procedura si completa con l’applicazione di una lente a contatto “terapeutica” per
ridurre i dolori postoperatori e facilitare il processo di guarigione.
Come si comporta l’occhio dopo una PRK?
Nelle ore che seguono il trattamento il paziente può avere dolore,
talvolta anche di una certa intensità; esso è conseguenza
della “ferita” indotta dalla rimozione dell’epitelio (cioè dello
strato più superficiale di cellule che ricoprono la cornea) e dalla
sensibilizzazione dei tessuti da parte del laser.
Il dolore può essere considerevolmente controllato con farmaci antidolorifici
e dall’applicazione di una lente a contatto terapeutica.
La guarigione anatomica dall’intervento (cioè la formazione
delle cellule epiteliali rimosse) avviene in tre-cinque giorni; la guarigione
funzionale cioè il recupero visivo richiede un tempo maggiore (una
settimana circa) mentre la completa stabilizzazione necessita talvolta
anche alcuni mesi.
Quali difetti si trattano con la PRK?
La tecnica di PRK viene utilizzata per trattare miopie leggere; non solo,
la PRK viene utilizzata anche per trattare astigmatismi ed ipermetropie
di modesta entità; per le miopie medie e forti viene preferita
la LASIK; stessa cosa per gli astigmatismi e le ipermetropie medie ed
alte.
La LASIK ora viene sempre di più utilizzata anche per trattare
i difetti leggeri.
Qual è la precisione della PRK?
Questa tecnica ha una elevata precisione di effettuazione; malgrado ciò non
sempre c’è un eguale esattezza di correzione della miopia;
sono possibili delle imprecisioni legate alle diverse risposte dei tessuti
ed alle differenti capacità di guarigione dei vari pazienti. Nella
stragrande maggioranza dei casi comunque i risultati sono ottimi.
E’ preferibile sovracorreggere o sottocorreggere il difetto?
Accade che talvolta una piccola frazione del difetto (10-15%) non venga
corretta dall’intervento: questa è una situazione senza dubbio
da preferire ad una correzione eccessiva, che porrebbe il paziente in
una condizione visiva diversa da quella a cui era abituato.
Qualora le condizioni dell’occhio, vuoi per la presenza di un forte difetto
(miopia elevata o ipermetropia forte) o per la eccessiva sottigliezza della
cornea non sia possibile utilizzare una tecnica laser si può ricorrere
ad una procedura intraoculare.
Quali sono i rischi della PRK?
L’intervento comporta bassissimi rischi. L’inconveniente più frequente è la
sottocorrezione; e questo problema è più frequente più la
miopia iniziale è forte.
Altri inconvenienti sono la permanenza di piccole ombreggiature nella
cornea e la visione di aloni intorno alle luci serali. Questi si attenuano
con il progredire della guarigione e spariscono nella grande maggioranza
dei casi, dopo alcuni mesi.
Il rischio più importante è quello di infezione, come in ogni
tipo di chirurgia. Essa può ritardare molto la guarigione e lasciare
anche serie conseguenze.
In questo tipo di chirurgia è molto, molto raro.
In che cosa consiste la LASIK? Come avviene l’intervento?
La LASIK, o cheratomileusi con laser ad eccimeri, differisce dalla PRK
per il fatto che il trattamento vero e proprio con il laser viene fatto
all’interno della cornea e non in superficie.
La LASIK prevede il taglio (con una specie di pialla chirurgica chiamata
microcheratomo o meglio con il laser a femtosecondi) sulla cornea del
paziente di una lamella semicircolare di tessuto del diametro di 8.00
– 9.00 mm e dello spessore di 130-160 millesimi di millimetro (la cornea
nella sua porzione centrale ha uno spessore medio di 540 millesimi di
mm); la lamella viene poi sollevata come si apre una pagina di un libro
e poi con il laser ad eccimeri si tratta la superficie così esposta; si riapplica poi la
lamella “tagliata” sulla sede corneale originaria senza sutura.
E’ dolorosa la LASIK?
L’intervento è indolore e così pure il decorso postoperatorio.
L’intervento avviene ambulatorialmente, con anestesia a base di
sole gocce anestetiche; non sono necessarie punture o punti di sutura.
Effettuati i preparativi di rito per impostare l’apparecchio laser
e predisporre l’attrezzatura necessaria, il trattamento si svolge
in una manciata di minuti. Segue la medicazione post-intervento ed il paziente
può tornare a casa, con solo indossato un occhiale da sole cioè senza
bendaggio dell’occhio operato.
L’intervento, quindi, per il paziente è semplice ma è frutto
di vent’anni di lavoro di bioingegneri, fisici, medici e chirurghi
ed è un’operazione veramente di alta tecnologia e richiede,
da parte del chirurgo, notevole preparazione specifica.
Come si comporta l’occhio dopo la LASIK?
Dopo l’intervento l’occhio non è assolutamente dolente;
ha come la sensazione di un corpo estraneo ed è solo lievemente
infastidito dal trattamento; la visione ritorna rapidamente, nel giro
di alcune ore ed il processo di guarigione si completa in qualche settimana.
Il ritorno alle comuni attività quotidiane ed al lavoro avviene di
norma dopo un paio di giorni dall’intervento.
Quali gli inconvenienti ed i rischi della LASIK?
Anche nella LASIK l’inconveniente più frequente è la
sottocorrezione; anche qui la probabilità che rimanga una parte del
difetto trattato dipende dall’entità iniziale del difetto.
Talvolta con la LASIK possono residuare piccole cicatrici che possono
ridurre o disturbare la migliore acuità visiva; talvolta residuano
aloni intorno alle luci di sera e in rari casi c’è un modesto
abbassamento dell’acuità visiva.
Anche per la LASIK, come per la PRK e per ogni altro intervento chirurgico,
il rischio maggiore è quello di infezione; statisticamente essa si
verifica ogni 4-5 mila casi; quando compare può lasciare anche
gravi danni permanenti alla vista.
Alcuni pazienti possono avere aloni notturni e abbagliamenti con
le luci di notte. Perchè?
Gli aloni serali sono in relazione al diametro della pupilla ed all’entità del
difetto trattato; sono tanto più frequenti quanto più la pupilla
del paziente si dilata al buio e tanto più forte è la miopia
preoperatoria del paziente e quanto più piccola è la zona
di cornea in cui viene trattata la miopia.
In che cosa differisce un trattamento per miopia da quello per
ipermetropia o astigmatismo?
Sostanzialmente la procedura è molto simile: cambia solo per il
modo con cui si asporta tessuto con il laser (ciò vale sia per
la PRK che per la Lasik).
Per trattare questi tre difetti, che sono molto diversi uno dall’altro,
si programma il computer del laser e l’asportazione (= ablazione)
di tessuto sulla cornea avviene in maniera diversa a seconda che si
tratti miopia, ipermetropia o astigmatismo.
Nella miopia la porzione di tessuto rimossa è più estesa e
più profonda al centro della cornea e più sottile alla periferia.
Nella ipermetropia invece l’asportazione di tessuto avviene di più in
periferia.
Nell’astigmatismo essa viene fatta di più lungo un meridiano.
In pratica è come se il laser ad eccimeri scolpisse sulla cornea
una lente a contatto che corregge il difetto; ciò avviene con precisione
grazie al fatto che il laser, che già è uno strumento molto
preciso, è controllato e guidato da un computer che indica esattamente
quanto tessuto asportare e dove asportarlo.
Dopo la PRK e dopo la LASIK è possibile una regressione
del risultato?
Talvolta succede che la correzione ottenuta regredisca; ciò significa
che una piccola percentuale di pazienti dopo la procedura sono corretti
completamente per un certo tempo nel loro difetto ma poi vedono regredire
parte di questa correzione; cioè, dopo alcune settimane o mesi
torna un certo grado di miopia.
Talvolta questo dipende dalla naturale tendenza del tessuto trattato
a guarire cioè a ristabilire le condizioni preoperatorie e questo
non è sempre possibile impedirlo; altre volte dipende da una risposta
particolare dei tessuti; altre volte dipende dal laser; con gli apparecchi:
di prima e seconda generazione le regressioni potevano verificarsi
con una certa frequenza (10-15% dei casi); con i laser di terza e quarta
generazione accade raramente.
Dopo la PRK e la LASIK, la miopia può ripresentarsi?
La miopia è un difetto che ha tendenza ad aumentare con il passare
degli anni ma ,nella gran parte dei casi , il difetto poi si stabilizza.
Se si opera a difetto stabilizzato, la miopia non ricompare, se si
esegue l’intervento quando la miopia è ancora in evoluzione, una leggera
miopia può riformarsi.
Qual è l’età migliore per sottoporsi all’intervento?
L’età più consigliabile per essere operati è senz’altro
quella successiva ai 18-20 anni; dopo questa età non esistono praticamente
limiti, e non è mai troppo tardi per eliminare antiestetici occhiali,
o non dover più sottoporsi ai quotidiani e spesso noiosi rituali
delle lenti a contatto e migliorare così la qualità di vita.
Quando è preferibile effettuare la PRK e quando invece
la Lasik?
La PRK viene effettuata soprattutto nelle miopie lievi; essa però funziona
molto bene anche negli astigmatismi lievi. La capacità di realizzare
l’esatta correzione del difetto è decisamente buona; ad esempio
per una miopia di 2-3 diottrie c’è almeno il 95% di probabilità di
ottenere la correzione totale e di non parlare più di occhiali.
La LASIK funziona senz’altro meglio della PRK quando si vogliono
correggere difetti di una certa importanza, ma funziona molto bene anche
nei difetti lievi.
Viene quindi utilizzata sia per le miopie lievi che medie e forti;
essa funziona altrettanto bene anche nella correzione dell’astigmatismo
e dell’ipermetropia.
Perché la LASIK è così gradita dai pazienti?
La LASIK è un intervento molto apprezzato dai pazienti perché non
c’è dolore né durante né dopo l’intervento;
si esegue in anestesia topica, in maniera ambulatoriale e non richiede bendaggio;
il recupero visivo è molto rapido ed il decorso postoperatorio è pure
molto semplice.
Di solito già qualche ora dopo l’operazione il paziente comincia
a vedere piuttosto bene.
Perché la chirurgia laser richiama così tanto interesse?
I laser ad eccimeri di più avanzata tecnologia consentono di soddisfare
al meglio le aspettative sia del paziente che del chirurgo Oftalmologo;
ovvero forniscono accuratezza e precisione di trattamento, efficacia, stabilità nel
tempo e sicurezza.
Non dimentichiamo che oggi chi richiede una correzione del proprio
difetto di rifrazione sempre più spesso è una persona in piena attività lavorativa,
che ha già una buona capacità visiva, ottenuta con occhiali
o lenti a contatto; che quindi ha una forte aspettativa per ottenere una
altrettanto precisa e ottima qualità della visione dopo il trattamento,
e che, conducendo una vita sempre più impegnata e frenetica, ha
sempre meno tempo disponibile da perdere in cliniche od ambulatori.
I laser prodotti ora sono migliori di quelli utilizzati qualche
anno fa?
I primi laser ad eccimeri ad uso clinico sono stati prodotti nel 1987.
In questi vent’anni i laser ad eccimeri sono stati notevolmente perfezionati;
ora con le macchine di quarta generazione si possono ottenere risultati
molto più precisi, più duraturi, più stabili nel tempo,
ma soprattutto di qualità migliore.
I laser attuali sono quindi macchine che danno il massimo affidamento
e sono in grado di fare trattamenti “personalizzati”, cosa
di notevole importanza.
Quanto costa un laser ad eccimeri?
Un laser ad eccimeri di quarta generazione costa circa cinquecentomila
euro; un laser a femtosecondi quattrocentomila euro, le attrezzature
accessorie circa 200 mila ed il costo annuo generale di manutenzione è di circa 80 mila
euro e quindi economicamente parlando la chirurgia refrattiva con laser non
e’ alla portata di tutti i chirurghi e di tutti i pazienti.
Da che cosa dipende un buon trattamento laser?
I risultati sono tanto migliori quanto più lisce, omogenee e degradanti
sono le superfici prodotte dal laser; ma con gli apparecchi di terza e quarta
generazione si hanno fasci laser decisamente più omogenei perciò si
eseguono procedure di qualità migliore e quindi si ottengono risultati
refrattivi più precisi.
Inoltre con i nuovi software hanno, a parità di miopia trattata,
ablazioni meno profonde e zone trattate più ampie. Tutto ciò consente
maggior comfort visivo, una qualità di visione migliore, ma anche
una stabilità maggiore del risultato refrattivo ottenuto.
Cos’è la supervisione?
Un occhio sano che ha una vista “normale” si dice che vede
10/10; in realtà questa è una convenzione scientifica ad
uso soprattutto dei medici oculisti per avere un preciso riferimento onde
poter misurare la vista di un occhio che ha problemi di vista e/o di salute.
L’occhio umano è un buon sistema ottico, ma è tutt’ altro
che perfetto, anzi racchiude in sé molte imperfezioni che scientificamente
vengono definite “aberrazioni ottiche”.
Per effetto di queste aberrazioni un oggetto non viene visto com’è realmente,
ma in modo leggermente modificato: ad esempio, un puntino luminoso può apparire
come una macchiolina a forma di goccia o di stellina. Queste imperfezioni
vengono solo raramente percepite dalla persona, ma fanno comunque registrare
alla retina un’immagine qualitativamente non ottimale e ciò ha
influenza sull’acuità visiva.
Cosa vuol dire, in concreto?
E’ semplice: vuol dire ad esempio, che
se anche un occhio ha una vista ottimale cioè ha 10/10 correggendo
le aberrazioni presenti nell’occhio
(ammesso che ci siano e che abbiano un effetto negativo sulla vista!) e di
cui spesso, come detto, non si ha percezione, la vista può teoricamente
superare ampiamente i 10/10 e arrivare addirittura a 13-14 decimi cioè aumentare
del 30-40%!! In tal modo la vista potrebbe arrivare ad avvicinarsi a
quella di certi rapaci che hanno un sistema ottico con ridotte aberrazioni
ed una sensibilità retinica maggiore di quella dell’uomo per
cui hanno “la
vista d’aquila” cioè una vista superiore.
Com’è possibile ridurre le aberrazioni dell’occhio
umano?
Lo è grazie a una nuova serie di strumenti di diagnosi e poi grazie
ad un intervento con un laser dotato delle più recenti tecnologie.
Per “accedere” alla supervisione occorre quindi una nuovissima
generazione di strumenti:
Occorrono esami speciali prima di fare un trattamento laser?
Anche se il trattamento può sembrare facile e semplice, l’Oculista
serio e preparato deve sottoporre il paziente a numerosi, minuziosi e
accurati esami preliminari, per verificare se vi siano le premesse per l’esecuzione
di un intervento a regola d’arte.
Cos’è un consenso informato?
Consiste nelle informazioni che il chirurgo dà al paziente che vuole
operarsi su tutta la procedura, compresi i vantaggi e anche i possibili
effetti collaterali. Lo informerà anche sulle limitazioni e sulle
controindicazioni a tali procedure chirurgiche, come ad esempio malattie
importanti e preesistenti dell’occhio, infiammazioni, problemi di
lacrimazione, o addirittura malattie generali come un diabete scompensato.
In conclusione com’è il trattamento con laser della
miopia?
Gli interventi eseguiti con il laser ad eccimeri, PRK e LASIK sono interventi
ben collaudati e forniscono risultati molto buoni; non sono però sempre
in grado di fornire la perfezione visiva; essi sono comunque da consigliare
non solo nella miopia ma in ogni portatore di difetto di refrazione (miopia,
astigmatismo, ipermetropia), soprattutto quando l’occhiale o la lente
a contatto non riescono a dare una visione sufficiente o quando queste
protesi, per varie ragioni, non vengono tollerate o semplicemente quando
il paziente è desideroso
di eliminare l’occhiale e migliorare la sua qualità di vita.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.