(da Cataract & Refractive Surgery Today)
La chirurgia con laser ad eccimeri per correggere i difetti visivi ha raggiunto
quasi i venti milioni di interventi fatti in tutto il mondo e la procedura
ha superato la prova del tempo (sono vent’anni che è stato
eseguito il primo intervento su un occhio umano).
Uno dei pochi problemi che questa chirurgia può dare è l’ectasia
corneale.
E’ una complicazione che appare mesi o anni dopo l’intervento;
consiste in un progressivo, localizzato assottigliamento della cornea che
induce l’insorgenza di astigmatismo e riduce la capacità visiva
dell’occhio.
Fondamentale è un preciso e dettagliato esame preoperatorio del
paziente che deve includere tra i suoi esami una topografia corneale; quando
questo esame presenta delle anomalie o delle asimmetrie, il sospetto che
l’intervento possa indurre l’ectasia, può venire.
Un altro esame importante è lo studio dello spessore corneale; i
moderni strumenti di analisi che fanno questo esame forniscono addirittura
una mappa pachimetrica cioè la misura dello spessore in ogni punto
della cornea.
La terapia è recente e si chiama “cross linking”; ed
utilizza uno speciale colorante che attivato con una luce particolare aumenta
la robustezza e resistenza della cornea.
Senz’altro chi ha già in famiglia qualcuno che soffre di cheratocono
(una malattia della cornea), chi ha portato per tantissimi anni lenti a
contatto, chi ha la cornea molto sottile, chi deve trattare una miopia
elevata. Nei casi dubbi è opportuno attendere ad eseguire l’intervento
e ripetere gli esami dopo sei / dodici mesi.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.