La chirurgia refrattiva nei bambini è utile? E’ opportuno eseguirla su pazienti così giovani? A queste domande e su questo argomento delicato, rispondono chirurghi di fama internazionale con opinioni e considerazioni differenti. Il dr Wallace Chamon docente all’Università di Hong Kong pone un accento sulla biomeccanica corneale nei soggetti molto giovani per quanto riguarda la difficoltà nelle rilevazioni dei parametri corneali e quindi una maggior imprevedibilità nei risultati refrattivi. Una cornea di un paziente di 18 anni non è la stessa di un paziente di 45.
L’incidenza di una ectasia corneale (sfiancamento corneale) dopo chirurgia refrattiva aumenta nei soggetti giovani. Il trattamento refrattivo nei bambini non è utile nelle miopie lievi e moderate perché questo difetto difficilmente può creare ambliopia (occhio pigro) mentre può essere considerata nella ipermetropia che frequentemente è legata alla pigrizia dell’occhio. Nelle miopie elevate invece l’operazione può essere preso in considerazione quando c’è intolleranza alla lente a contato. Il dr Arthur Cummings docente all’Eye Clinic di Dublino sostiene che la chirurgia di elezione sia la lasik normalmente per pazienti al di sopra dei 18 anni. Per i bambini l’unica indicazione è quando si è in presenza di una ambliopia (occhio pigro) per anisometropia (differenza significativa tra un occhio e l’altro) e quando il difetto non viene soddisfacentemente corretto con le lenti a contatto.
In tutti gli altri casi non è indicata perché la refrazione non è stabile, perchè l’occhio è in crescita, perché non c’è sufficiente collaborazione con una anestesia locale. Il dr Paulo Elias sostiene che le caratteristiche biomeccaniche della cornea nei bambini non è ben documentata e l’imprevedibilità nel comportamento è elevata per poter pensare alla chirurgia refrattiva. Il dr Mohamed Alaa, docente al MagrabiEye Center, Abu Dhabi, sostiene che la chirurgia refrattiva nei bambini è indicata solo nelle anisometropie, per prevenire la ambliopia, quando la correzione con occhiale e lente a contatto non ha esito positivo. L’impianto di iol fachica è migliore rispetto alla chirurgia laser sulla cornea perché non modifica le condizioni della cornea. Il dr Paul Hughes ,docente nella Southline Eye Centre,Hurtsville, Australia, concorda con i chirurghi che non eseguono chirurgia refrattiva corneale nei bambini. Riferisce che in Australia l’età minima per una chirurgia corneale Lasik è 18 anni. Il dr Osama Ibrahim, docente all’Università di Alessandria d’Egitto, sostiene che la chirurgia refrattiva lasik, ma anche la chirurgia refrattiva in genere, non è consigliabile in soggetti al di sotto dei 18 anni. Il chirurgo riferisce che nella sua esperienza chirurgica il risultato post intervento finalizzato alla correzione totale del difetto non era necessariamente un traguardo assoluto da raggiungere.
L’importante è stato ottenere una correzione che evitasse l’ambliopia dell’occhio con difetto più elevato. Dal punto di vista chirurgico, come risulta da questo articolo, le opinioni dei diversi chirurghi sono molto varie: ci sono posizioni ben precise con differenti comportamenti nella chirurgia refrattiva nei pazienti giovani. Nel caso in cui si proceda alla chirurgia in questi piccoli pazienti, all’atto chirurgico si arriva solo dopo una scrupolosa ed approfondita valutazione in ogni singolo caso, risultato non solo di un’analisi clinica ma anche di un attenta valutazione collegiale con i tutori dei piccoli pazienti.
(Da Cataract & RefractiveSurgery)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.