La chirurgia refrattiva nei bambini (I)

A proposito della chirurgia refrattiva nei pazienti giovanissimi, è stato interpellato un chirurgo di fama internazionale riguardo l’opportunità ed i vantaggi di questa chirurgia. Il dr Renato Ambròsio, docente all’Università di Rio de Janeiro, sostiene che la chirurgia corneale nei bambini è accettabile solo in alcuni casi particolari ed in alcune condizioni di funzionalità visiva. Un bambino con una condizione di anisometropia (un occhio molto diverso dall’altro con difetti visivi molto diversi) può andare incontro ad una situazione in cui un occhio diventa più debole e pigro funzionalmente. In questo caso il bambino viene sottoposto alla cosiddetta ginnastica visiva per migliorare la vista dell’occhio pigro (occlusione, esercizi ortottici, lente a contatto etc). Nel caso in cui questo piccolo paziente non tolleri o non riesca ad eseguire questa ginnastica tradizionale si può pensare ad una procedura chirurgica sia corneale che intraoculare. Allo stesso modo nel caso in cui un bambino presenti un difetto elevato bilaterale con difficoltà nell’utilizzare presidi terapeutici tradizionali (occhiali ,lenti a contatto etc) anche in questo caso può essere utile ricorrere alla chirurgia. Non esiste un’età ideale in cui la chirurgia è assolutamente priva di rischi. L’occhio di un bambino e di un adolescente non ha ancora raggiunto la stabilità refrattiva e questo può essere un problema per la chirurgia: la scarsa possibilità di avere un risultato definitivo. L’intervento non è sempre facile eseguirlo in anestesia locale e l’anestesia totale non permette la collaborazione del paziente.
(Da Cataract&Refractive Surgery)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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