Chirurgia refrattiva laser: i pazienti con ipertono oculare o glaucoma possono essere sottoposti a intervento?

I pazienti affetti da glaucoma possono essere sottoposti a chirurgia refrattiva in una buona percentuale facendo alcune eccezioni: il segreto sta nel monitorare strettamente e con massima cura il post operatorio per assicurarsi che la chirurgia non possa avere un’influenza negativa sulla malattia glaucomatosa.
Due chirurghi esperti di patologia glaucomatosa il dr Thomas W. Samuelson ed il dr Richard A. Lewis hanno discusso in un recente congresso internazionale a proposito di cure ed efficacia delle procedure PRK e LASIK in casi di sospetto glaucoma o di glaucoma conclamato.
La domanda che spesso ci si pone è : è il glaucoma una controindicazione per la Lasik?
Ma la domanda potrebbe essere posta in questi altri termini: potrebbe la Lasik essere negata ai pazienti con glaucoma?
La risposta non è sempre univoca ma può tener conto di differenti opzioni. Bisogna sempre avere ben presenti i rischi e benefici ed arrivare insieme al paziente ad una scelta informata. La tecnica Lasik e Prk può essere fatta assumendo un atteggiamento di cauta esecuzione della procedura chirurgica e sicuramente non meno importante, il follow up stretto e meticoloso.
Il dr Samuelson non ha normalmente un atteggiamento di incoraggiamento all’intervento nei confronti del paziente quando esso è affetto da glaucoma avanzato ma con alcune eccezioni. Sicuramente esclude dalla chirurgia il glaucoma non controllato cioè quel glaucoma poco prevedibile ed ingravescente che potrebbe avere influenze negative. Questo per quanto riguarda la Lasik mentre accetta maggiormente una tecnica Prk semplice o con mitomicina perché non esiste la creazione del flap chirurgico e quindi della suzione intraoperatoria che potrebbero influire temporaneamente sulla pressione intraoculare.
Il dr Lewis aggiunge che l’attenzione nel monitoraggio postoperatorio è di fondamentale importanza ed in particolare che la misurazione della pressione intraoculare va fatta tenendo conto dello spessore corneale modificato. E’ ormai di dominio pubblico che i valori della pressione intraoculare vadano modificati a secondo dello spessore corneale. Il monitoraggio pressorio che deve essere più frequente va assolutamente accompagnato ad altri esami quali il campo visivo, l’analisi delle fibre ottiche, il controllo della papilla ottica, la sensibilità al contrasto.
(Da Ocular Surgery News)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da . Aggiungi il permalink ai segnalibri.