Chirurgia refrattiva in età pediatrica: l’esperienza a lungo termine avvalora l’efficacia e la validità

La chirurgia refrattiva rappresenta una valida scelta per i pazienti pediatrici con errori refrattivi. Il Dr Astle e il Dr Huang hanno messo a punto trattamenti correttivi delle anisometropie e della miopia elevata congenita nei bambini. La loro esperienza comprende 288 occhi di 187 pazienti di età compresa tra i 10 mesi e i 17 anni. Inizialmente è stata utilizzata la tecnica PRK per i bambini con difetti refrattivi elevati o in cui vi erano limitazioni all’uso degli occhiali. Successivamente è stata impiegata la tecnica Lasek reclutando anche pazienti che presentavano solo un’ambliopia anisometropica. Ad un anno dall’intervento, i pazienti trattati per l’anisometropia hanno mostrato un risultato stabile, un miglioramento della qualità visiva, un’acquisizione della stereopsi e della fusione binoculare. I risultati hanno riportato una riduzione dell’equivalente sferico da -11,9 D a -3,2 D. Alcuni pazienti hanno presentato una regressione e sono stati ritrattati ottenendo una stabilità refrattiva. Altri pazienti hanno mostrato tracce di haze postoperatorio che si è successivamente risolto in breve tempo. L’intervento infine ha avuto un notevole effetto positivo sulla qualità di vita dei piccoli pazienti, i quali hanno avuto un miglioramento della postura, una maggiore facilità nel giocare e nel movimento, nonché nel rapportarsi con gli altri. Il grosso limite dell’effettuare questi interventi è rappresentato dall’anestesia generale che viene eseguita garantendo una ventilazione appropriata con la mascherina o con le cannule nasofaringee; nell’esperienza dei colleghi canadesi non si sono manifestati particolari problemi o situazioni rischiose con questo tipo di approccio anestesiologico.
(da EUTOTIMES)
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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