Acufocus: Lente intracorneale.

Da Cataract & Refractive Surgery Today
L’Acufocus negli stati uniti ha superato la 2° fase di studio
clinico della Food & Drug Administration , questo prodotto può rivelarsi
un mezzo efficace per la correzione della visione da vicino, ma senza la
potenziale perdita di visione a distanza, che spesso si accompagna ad altre
metodiche tipo la presby-lasik.
Questa nuova tecnologia potrebbe portare ad una migliore visione all’emmetrope
presbite, compresi coloro che si sono già sottoposti a chirurgia
della cataratta con l’impianto di lente monofocale.
L’Acufocus intracorneal, è un dispositivo in grado di incrementare
la profondità di campo attraverso un’apertura di piccolo diametro.
Il centro del dispositivo
misura 1.6mm, il diametro totale è di
3.8mm.
Dopo la creazione del flap corneale con il microcheratomo o l’Intralase,
la lente Acufocus viene posizionata all’interno della cornea, esso
ha la funzione di aumenta la profondità di campo degli occhi, migliorando
la visione da vicino e della distanza intermedia pur mantenendo una buona
visione da lontano.
Studi recenti sono stati effettuati dalla FDA in USA su 75 pazienti e ulteriori
dati sull’Acufocus sono disponibili grazie ai due studi clinici separati
condotti dal Dott. Omar Faruk Yilmaz (Turchia) e dal Dott. Michael Knorz
(Germania).
Entrambi gli studi dopo un follow-up di un anno, hanno dato dei buoni risultati;
la visione nella lettura da vicino e a distanza intermedia è risultata
J1, da lontano c’è stata una e una minima perdita della qualità visiva.
Come inconveniente c’è un ritardo nel recupero visivo in relazione
alla procedura, che molto probabilmente è legato all’edema
della cornea presente dopo l’intervento. C’è anche il
rischio di aloni se la pupilla del paziente è di diametro maggiore
del dispositivo impiantato.
Si può avere anche diminuzione della sensibilità al
contrasto, però, il disturbo è minore quando l’impianto
avviene in un solo occhio ma si conserva sempre un visus di 10/10 nelle
ore diurne.
Sono possibili diverse complicazioni con questa procedura: è molto
importante che il dispositivo sia ben centrato sulla pupilla del paziente;
se il dispositivo è decentrato
potrebbe non dare i risultati sperati. In più le altre complicazioni
possono essere date al momento della creazione del flap corneale ( strie
del lembo, danni la lembo, cellule epiteliali nell’interfaccia,
ect..), diciamo che le complicazioni sono le stesse della chirurgia lasik.
Secondo il Dott. Lindstrom, “Questa chirurgia può essere proposta
a molti pazienti ed essere una rivale e un’ottima alternativa alla
chirurgia lasik; solo negli Stati Uniti ci potrebbero essere 1.4 milioni
di candidati all’intervento.
Se l’Acufocus continuerà a dare buoni risultati come quelli
ottenuti negli studi clinici, potrà essere scelto da numerosi pazienti
di età compresa tra i 45 e i
60 anni per cercare di eliminare gli occhiali per vicino. La scelta verso
questa procedura è data dalla
bassa invasività e dalla reversibilità dell’intervento”.
Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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