Lasik negli aviatori della Marina

Ad oggi, nella US Army e Air Force, sono state eseguite circa 224.000 procedure e la correzione dei difetti visivi ha dato prova di essere sicura ed efficace per tutti gli individui coinvolti nei vari aspetti del servizio militare.

Uno studio in particolare dimostra l’efficacia della procedura: sono stati operati 30 aviatori che avevano perso l’autorizzazione a condurre aeroplani; due settimane dopo tutti (100%) avevano una visione (senza occhiali o lenti a contatto) di 10/10 o meglio.

Inoltre, il 94% di loro vedeva addirittura 12/10 e il 57% vedeva ben di più, cioè,  13/10 o meglio.

Ai questionari loro sottoposti, il 95% ha dichiarato di ritenere che la Lasik ha migliorato la loro efficienza come piloti e il 100% ha dichiarato che avrebbe raccomandato la Lasik ai loro colleghi della Marina militare.

Infine nessuno di loro ha riferito di sentirsi, in qualche maniera, menomato nelle sue capacità di svolgere i compiti abitualmente richiesti nella loro professione.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Gli aviatori e la vista

In tutte le professioni o quasi in tutte, avere una buona acuità visiva è importante per poter svolgerle bene, per farle con facilità, precisione , senza fatica e in sicurezza.

Ma per certe categorie di persone avere una vista acuta e di buona qualità è più importante che per altre…Chi affiderebbe il proprio figliolo ad un autista di scuola bus che non vede? Chi salirebbe su un aliscafo che viaggia ad alta velocità, sapendo che il conduttore ha una vista insufficiente?Chi si affiderebbe ad un chirurgo che non ha la vista più che buona? E, ancora, chi salirebbe su un aereo se sapesse che il pilota non ha la massima acuità visiva possibile?

Ma ci sono anche persone in cui la propria incolumità personale dipende in gran parte proprio dalle sue capacità visive…pensiamo a un motociclista professionista, ad un conduttore di formula uno o, più semplicemente, ad un lavoratore dell’edilizia che svolge la sua attività su ponteggi ad altezze inverosimili, ad un falegname che maneggia in continuazione affilatissime seghe elettriche…

Ma ci sono anche persone che svolgono compiti o attività veramente estreme, sono ad esempio i piloti di aerei militari.

Nello svolgimento delle proprie mansioni si trovano spesso in situazioni veramente difficili come atterraggi in spazi strettissimi e brevissimi, magari con pioggia o vento, a volte di notte, o con la nebbia magari su portaerei con mare agitato… Oppure devono svolgere missioni in aeree pericolosissime dove il minimo errore può costare loro la vita ed all’esercito la perdita di una preziosa arma da combattimento.

E, quindi, non deve stupire che queste persone, certe persone, debbano avere dei requisiti fisici particolarissimi e fra questi la vista svolge, senz’altro, un ruolo importante veramente rilevante.

La chirurgia con laser ha dimostrato di essere sicura ed efficace e di aver migliorato le prestazioni di questi professionisti del rischio.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

La Marina Americana adotta la correzione laser dei difetti visivi per i suoi piloti

“Ho volato con un F/A 18 HORNET, a fianco del pilota che è stato il mio primo operato di Lasik e sono fiero di me e del mio intervento perché ho migliorato le sue capacità visive nel condurre il velocissimo aereo da combattimento”, così ha dichiarato David J. Tanzer, comandante della Marina Militare Americana e Direttore del US Navy Refractive Surgery Program.
La sua dichiarazione arriva dopo che il pilota , atterrando di notte su una portaerei, ha riferito che l’intervento, oltre a rimuovere il difetto rifrattivo preesistente ha migliorato le sue capacità di vedere il ponte della nave e di individuare le luci di atterraggio.
Dopo il primo, i chirurghi refrattivi del US Program hanno operato più di 1000 piloti dell’Aeronautica Militare e fino ad ora nella US Army sono state eseguite più di 220 mila procedure refrattive nel programma Warfighter Refractive Surgery Program.
E uno studio condotto su questi pazienti ha mostrato che il 98,2 % su 1200 militari intervistati erano soddisfatti del risultato ottenuto con l’intervento.
Soprattutto la “laser vision correction” ha mostrato di essere sicura ed efficace per i soggetti coinvolti in tutti gli aspetti del servizio militare.
Recentemente anche la National Aeronautic and Space Administration (l’Ente Spaziale Americano) ha approvato la Lasik per gli astronauti.

Articolo a cura del Dr. Lucio Buratto
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

Il cristallino artificiale a scopo rifrattivo

Quando la miopia è molto elevata (superiore alle 8 diottrie) o
quando sia controindicata l’effettuazione dei precedenti interventi con
il laser ad eccimeri, ad esempio nei soggetti in cui lo spessore della cornea è inadeguato
per l’intervento , si ricorre all’impianto di cristallino artificiale.
Le metodiche chirurgiche sono due, si può infatti aggiungere al cristallino
naturale un cristallino artificiale o si può direttamente sostituire
il cristallino naturale con un cristallino artificiale.
In entrambi i casi il cristallino artificiale è scelto in modo tale
da correggere la miopia presente.
E’ una lente, più piccola di una lenticchia, che viene inserita
dentro all’occhio. Il cristallino artificiale è senz’altro la protesi
più usata in medicina e, sicuramente, è quello che ha fatto
felice più di cinquanta milioni di operati di cataratta; con questo
meraviglioso ritrovato della scienza moderna, essi possono tornare a vedere
come prima dell’insorgenza della cataratta e, spesso, anche meglio.
Da alcuni anni, i cristallini artificiali trovano applicazioni anche
nella correzione di miopia elevata e dell’ipermetropia forte.
La preferenza data all’uno o all’altro tra questi due interventi dipende
dalle caratteristiche della miopia da correggere e anche da altri fattori:
l’età della persona, la presenza o meno di un’iniziale presbiopia
o di una eventuale cataratta (così viene chiamato il cristallino
naturale quando si opacizza).

Gli occhiali

La prima e più usata correzione della miopia è l’occhiale,
non solo per diffusione ma anche per necessità; l’occhiale è di
facile uso, ma comporta inevitabili problemi visivi che aumentano quanto
più è forte la miopia che correggono.
L’immagine risultante percepita dal soggetto miope è infatti rimpicciolita
ed è nitida solo nella porzione centrale per colpa delle distorsioni
causate dalla periferia della lente.
La qualità visiva migliora con l’applicazione delle lenti a contatto:
non c’è rimpicciolimento o distorsione periferica dell’immagine;
ma compaiono i problemi oculari.
Spesso infatti i miopi dimenticano che l’occhio non è fatto per portare
lenti a contatto tale è la soddisfazione, la libertà e l’indipendenza
che danno.
Si possono così avere problemi acuti: quali infezioni ( potenzialmente
anche molto gravi) o problemi cronici determinati dalla minor ossigenazione
della cornea e dall’aumentato stress a carico dell’apparato lacrimale. Quando
per tutti questi motivi o semplicemente perchè si vuole essere indipendenti
da occhiali o lenti a contatto, da molti considerati come vere e proprie
protesi, si può ricorrere alla correzione laser (per i difetti leggeri
e medi) o chirurgica della miopia (per i difetti forti).

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Il consenso informato

Il consenso informato è un documento che il medico consegna al paziente
e che il paziente deve rendere firmato al medico prima di essere operato
o comunque prima dell’intervento.
La firma può avvenire anche pochi istanti prima dell’intervento,
purchè il paziente abbia avuto il modo ed il tempo necessario per
leggerlo e capirlo.
E’ buona norma chiedere il documento al proprio medico prima dell’intervento
per poterlo leggere con calma a casa con un parente vicino.
In caso qualcosa non fosse chiaro, è consigliabile domandare al
proprio medico spiegazioni e delucidazioni, e se queste non fossero soddisfacenti,
rinunciare all’intervento.
Il consenso informato, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è uno
strumento molto utile al paziente.
Il paziente dovrebbe infatti leggerlo attentamente e controfirmarlo solo
se cioè che vi è scritto è corrispondente a quello
che il suo medico ha precedentemente detto.
Con l’avvento di una una legislazione più oculata dell’attività sanitaria,
anche i medici hanno dovuto redigere dei documenti con i pazienti affinchè i
pazienti fossero a conoscenza degli effettivi possibili risultati e delle
possibili controindicazioni.
Il documento di consenso informato, oltre che contenere delle clausole “contrattuali” tra
medico e paziente, deve riassumere tutte le possibili controindicazioni,
specifiche per il paziente, all’intervento.
Deve inoltre informare correttamente il paziente: un consenso informato
che contenga solo clausole “legali” non è un consenso informato.
Per poter acconsentire con sicurezza e tranquillità, è necessario
che il paziente sia informato.
Se il paziente decide di sottoporsi all’intervento, firma il consenso
all’intervento dichiarando, riassumendo, di aver compreso sia i possibili
benefici che i possibili rischi di un intervento.

PRK e Lasik

Il laser ad eccimeri emana una radiazione ultravioletta ad alta intensità in
grado di rimodellare la curvatura esterna della cornea appiattendola, correggendo
così la miopia.
Le metodiche che utilizzano il laser ad eccimeri sono due: la PRK (fotoablazione
corneale di superficie) e la LASIK (cheratomileusi intrastromale).
Nel caso della metodica PRK il laser è applicato direttamente sulla
superficie esterna della cornea dopo anestesia effettuata con poche gocce
di collirio.
L’intervento è indolore, rapido, preciso ed eseguibile con procedura
ambulatoriale. Una certa dolenzia e irritabilità (fotofobia, lacrimazione
ed arrossamento) compaiono nelle ore successive all’intervento, ma può essere
mitigato dall’ uso temporaneo di lenti a contatto terapeutiche. Il recupero
visivo avviene in alcuni giorni, mentre la stabilizzazione del risultato
ottenuto richiede alcuni mesi.
Le miopie lievi che si avvalgono di questa metodica chirurgica hanno buoni
risultati con una correzione pressochè totale del difetto nel 90-100%
dei casi.
La LASIK (cheratomileusi intrastromale) è pure una metodica laser
che permette correzioni ottimali sia nelle miopie lievi che di quelle medie.
La LASIK deve la sua notevole efficacia al fatto che la radiazione laser
opera all’interno della cornea e non sulla sua superficie come nella
PRK.
Il fatto che l’azione del laser sia interna e non superficiale comporta
numerosi vantaggi: infatti la LASIK oltre ad essere un intervento ambulatoriale,
indolore, eseguibile in anestesia topica mediante collirio è l’intervento
correttivo più gradito dai pazienti per la scarsa sintomatologia
post-operatoria (è privo di disturbi o sintomatologia particolare
già nelle prime 12-24 ore post-intervento) e per la rapidità con
cui si ottiene la riabilitazione visiva; per queste ragioni e per altre è l’intervento
più utilizzato a livello internazionale.
La tecnica standard di Lasik consiste nel tagliare con uno strumento, il
microcheratomo, una lamella di cornea (la parte anteriore dell’occhio);
questa lamella, poi, viene sollevata ed il tessuto corneale interno (stromale)
viene sottoposto a trattamento con il laser ad eccimeri; attualmente
al posto del microcheratomo viene utilizzato un laser Intralase; in pratica,
il taglio con una lama metallica viene sostituito con una incisione laser;
il paziente può così avere una “procedura” completamente
laser; in questo modo la chirurgia è più precisa in quanto
non “chirurgo dipendente”.
Intralase è uno strumento che lavora in femtosecondi (milionesimi
di secondo), e la sua energia laser viene focalizzata in un punto e vaporizza
una micro porzione di tessuto; eseguendo migliaia di vaporizzazioni, una
vicino all.altra, su un piano orizzontale, si ottiene la separazione di
lamelle di tessuto equivalente ad un taglio orizzontale; mettendo le vaporizzazioni
in piano verticale, si ottiene un.incisione.

Laser a femtosecondi nella chirurgia corneale

L’approccio alla chirurgia corneale è stato rivoluzionato negli ultimi anni dalla tecnologia con il laser a femtosecondi. Questo laser è un Nd: Glass infrarosso che viene focalizzato sulla cornea alla profondità desiderata e che induce una foto distruzione cioè una separazione delle lamelle del tessuto corneale su di un piano predefinito. Esso non produce un danno termico al tessuto circostante. Con questo laser è possibile avere un netto miglioramento della prevedibilità e della qualità ottica della chirurgia corneale. Questo laser viene utilizzato per la creazione del flap nella chirurgia refrattiva Lasik, è utilizzato per la creazione di tunnel corneali per l’inserimento degli anelli intracorneali nel trattamento dei difetti refrattivi e del cheratocono, per la creazione di una tasca per l’impianto di lenti correttive per la presbiopia. E’ altresì utilizzato nella chirurgia corneale sostitutiva (cheratoplastica) per il trapianto di cornea perforante, lamellare, superficiale e profondo. Anche le incisioni arciformi per la correzione dei difetti astigmatici possono essere più precise con l’utilizzo del laser. L’applicazione più recente del laser a femtosecondi è nella chirurgia della cataratta per il taglio corneale per la creazione della capsuloressi (incisione della capsula del cristallino) e per la frantumazione stessa del cristallino.
(Da Cataract and Refractive surgery)
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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Il femtolaser nella chirurgia oftalmica

Molti chirurghi oftalmologi come il Dr. Richard Lindstrom (Bloomington, Minnesota) ricordano quale diffidenza e quante difficoltà abbia incontrato l’introduzione del laser a femtosecondi circa 10 anni fa quando veniva proposto come alternativa nella chirurgia refrattiva al microcheratomo per il taglio corneale nella lasik.
Dieci anni più tardi, il laser a femtosecondi ha ottenuto una dominanza nel panorama della chirurgia refrattiva. Con l’utilizzo del laser a femtosecondi, i tempi chirurgici si allungano, i costi dell’intervento aumentano. Per contro, l’accuratezza e la precisione del taglio sono sicuramente maggiori con il femtosecondi e le complicazioni sono ridotte. Anche per la chirurgia della cataratta il laser a femtosecondi si prospetta essere uno strumento di grande utilità.
Articolo a cura del Dott. Sergio Belloni
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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Lasik versus PRK

Il maggior vantaggio rappresentato dalla Lasik rispetto alla PRK è sempre stato il minor disagio per il paziente nell’immediato post-operatorio. Nelle prime 24-48 ore, i pazienti sottoposti al trattamento PRK lamentano lacrimazione abbondante, difficoltà ad aprire gli occhi in ambienti molto illuminati e gonfiore alle palpebre; l’intensità dei disagi è molto soggettiva e variabile ed è attenuata con l’assunzione di antidolorifici. Nel caso del trattamento Lasik è molto meno frequente l’insorgenza di lacrimazione e difficoltà a stare in ambienti luminosi.
Attualmente vi sono altri aspetti che rendono la Lasik migliore della PRK, per esempio è possibile eseguire un trattamento che riduce e modella la superficie corneale al fine di migliorare la qualità della visione del paziente. I recenti esami aberrometrici consentono di individuare le alterazioni della superficie corneale che influenzano negativamente la qualità visiva del paziente, l’opportunità di poter correggere questi aspetti consente di effettuare un trattamento sempre più personalizzato e sempre più preciso.
(Da Eurotimes)
Articolo a cura del Dott.ssa Laura Sacchi
Oculista in Milano presso CAMO S.p.A.

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